Presenti: Don Francesco Savini, Don Filippo Vici, David Cianci, Michela Bartolini, Manuela Medici, Valentina Filolungo, Andrea Gigli, Daniele Domenichelli, Luciana Petrini, Rosanna Casarola, Simona Pigliapoco, Claudia Scalabroni , Enrico Marchegiani, Nicoletta D’Oria, Aldina Cesarini
Assenti: Maria Antonietta Biondi, Luca Giancarli, Marco Curzi, Edoardo Ascani, Rolando Rocchetti
L’incontro moderato da Don Filippo è introdotto dalla lettura della lettera pastorale 24-25 del vescovo Erio Castellucci. Don Filippo riassume brevemente quanto emerso dall’incontro precedente: nell’intento di camminare insieme come unità pastorale abbiamo aderito al percorso biblico 24/25 a Borghetto di Monte San Vito sull’Apocalisse con il Prof. Don Marco di Giorgio docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona. Sarà un incontro al mese a partire dal 9 Ottobre. Facendo seguito a quanto emerso nel primo incontro del Consiglio Pastorale, è nostro desiderio concentrare l’attenzione su questi due temi:
1) Accompagnamento delle giovani famiglie;
2) Ripensare in chiave pastorale gli spazi della Parrocchia.
- Accompagnamento delle giovani famiglie
In diocesi c’è un equipe che sta studiando il percorso più adatto, il materiale sarà pronto per Natale. Una delle esigenze emerse è l’accompagnamento delle famiglie con bambini da 0 – 6 anni a vivere in modo più pieno e coinvolgente il sacramento del battesimo.
Daniele ritiene una bella opportunità partire dal gruppo di famiglie che richiedono il sacramento del Battesimo per poi proseguire nel tempo i rapporti con loro come comunità accogliente.
Don Filippo sottolinea che le giovani coppie che vengono a chiedere il battesimo ora vedono solo il volto del sacerdote… sarebbe invece bene che incontrassero altre famiglie della parrocchia che si fanno loro vicine e le accompagnano in questo momento importante creando nuove relazioni.
Michela ritiene molto importante che in parrocchia ci siano delle proposte per le famiglie che chiedono il battesimo
Don Filippo le famiglie che vengono a chiedere il battesimo si aspettano un percorso. Se in un certo mese le richieste sono diverse, le famiglie vengono viste dal sacerdote tutte insieme.
Claudia. Se si forma il gruppetto di famiglie che richiedono il battesimo, gli incontri possono essere fatti insieme, in parrocchia. In questo caso magari una delle coppie giovani inserita in comunità si fa trovare in modo di favorire la conoscenza reciproca e mantenere nel tempo i contatti. Se invece ci fosse una sola famiglia si può preparare anche un incontro a casa.
David C. La cura delle giovani famiglie può essere una continuazione del cammino familiare… anche se non sono le stesse famiglie perché, come ricorda don Francesco, a fronte di 80 battesimi, ci sono 6/7 famiglie che chiedono il matrimonio. La famiglia è il cuore della comunità ed è auspicabile che ci siano famiglie giovani della nostra parrocchia disposte a dedicare del tempo per curare proprio questa continuità.
Luciana. Condivide l’idea di creare un’équipe di famiglie che possano accompagnare altre famiglie dando vita ad un’esperienza di condivisione. Sarebbe importante partire dal momento del battesimo e poi continuare ad accompagnare le giovani famiglie, avere un locale aperto (con libri, riviste, macchina del caffè), dove ci si può incontrare liberamente per sentirsi un po’ famiglia tutti insieme.
È importante superare il divario tra la fede e la quotidianità troppo spesso frenetica. Dopo il battesimo le famiglie potrebbero essere invitate di nuovo ad incontrarsi. Si potrebbero proporre sia incontri di tipo spirituale sia incontri informativi e pratici, utili ad affrontare le preoccupazioni quotidiane … ad esempio potrebbero essere organizzati incontri sul linguaggio dei bambini, sui problemi legati al sonno, ecc. L’obiettivo sarebbe creare una rete di famiglie in grado di aiutarsi e sostenersi a vicenda.
Michela. Se ci sono altre famiglie giovani che si fanno presenti, anche chi viene solo per chiedere il battesimo è più probabile che si creino dei bei legami; anche una semplice colazione insieme potrebbe essere un’occasione per ritrovarsi con semplicità.
Claudia. Propone di farsi aiutare dalla Famiglia Religiosa IVE (Istituto Verbo Incarnato) che ha come obiettivo la cura delle famiglie attraverso l’apostolato della gioia; hanno molte giovani vocazioni, e quindi molte energie e sarebbero disponibili a venirci a trovare… una giornata organizzata da loro prevede la messa insieme, giochi con i bambini, conferenza, pranzo insieme, condivisione e merenda insieme di fine pomeriggio.
Lei e la sua famiglia hanno fatto un’esperienza estiva con questa bella realtà ed i suoi ragazzi ne sono rimasti molto colpiti… la famiglia che prega unita resta unita.
Potremmo chiedere il loro contributo per un fine settimana a cui invitare le famiglie della Parrocchia.
Nicoletta. propone di integrare eventualmente l’intervento esterno con le nostre risorse, idee (vedi Michela e Luciana) e famiglie giovani disponibili della nostra parrocchia. Le famiglie giovani con bambini 0 -6 devono sentire di non essere sole, di avere accanto la comunità.
Andrea. L’esperienza fatta come guida di giovani coppie che si preparano al matrimonio lo porta a dire che questo percorso di accompagnamento è davvero valido, vede con favore la possibilità di avere uno spazio dove le giovani famiglie con bambini possano essere aiutate nell’affrontare difficoltà contingenti come argomenti legati alla puericultura.
Don Filippo. Ogni sacramento celebra un aspetto della vita; il battesimo celebra la Vita che nasce e rinasce in Cristo. Sarebbe bello che quella coppia che viene per la prima volta in parrocchia incontri non solo il sacerdote ma anche una coppia che ha già vissuto il grande dono di una vita che sboccia dall’unione familiare. Insomma concorda che sarebbe bello avere una rete di famiglie che aiutino le coppie ad andare in profondità rispetto al sacramento del Battesimo.
David. Sarebbe bene coinvolgere le famiglie della nostra comunità che sentono questo tema e che hanno espresso preventivamente la loro disponibilità.
Don Francesco. Propone di portare questo argomento alla commissione famiglie. Alle famiglie che chiedono il battesimo dei figli si potrebbe proporre un incontro-riflessione sul valore della vita… potrebbe essere un incontro in stile sinodale di condivisione delle esperienze, video, immagini che aprono alla meraviglia della vita… creano relazione, stimolano a scendere in profondità… quando il terreno del cuore è stato un po’ lavorato poi si può iniziare a parlare del sacramento, magari attraverso un incontro successivo. Si potrebbero invitarli ad una celebrazione eucaristica ad esempio richiamarli tutti alla festa del battesimo di Gesù, come è stato fatto in passato… abbiamo i contatti e può essere un modo per farsi presenti come comunità.
Manuela afferma di condividere l’idea di creare questa equipe di giovani famiglie … importante riflettere su chi coinvolgere … bella anche la proposta di spontaneità e leggerezza.
Nicoletta. Le giovani famiglie della parrocchia potrebbero diventare un punto di riferimento per le nuove famiglie.
Don Filippo. Si può partire in modo informale e poi magari si arriva all’equipe un po’ più organizzata; magari anche qualche nuova famiglia potrebbe maturare la disponibilità a farsi accompagnatrice di altre famiglie.
Valentina. Propone di valutare la proposta di ricorrere all’aiuto di IVE. C’è bisogno di qualcosa do forte, che accenda un fuoco intorno al quale poi si inizia a costruire e si riesce a dare vita ad una rete. Gruppi che vivono quotidianamente una realtà particolare sanno come accendere l’entusiasmo e l’interesse per il messaggio da trasmettere. Potremmo andare a conoscerli… per vedere di cosa si tratta a prescindere dal cammino del battesimo.
Don Francesco. Sarebbe un po’ come quando si chiamano dei religiosi per fare una missione di evangelizzazione; sicuramente un evento straordinario come questo potrebbe toccare qualcuno che in ha il cuore aperto per accogliere l’annuncio e questo potrebbe dare nuovo impulso alla vita della comunità. Propone di valutare meglio questa proposta prendendo un po’ di tempo per conoscere la realtà di cui ha parlato Claudia, o altre realtà simili.
2) Ripensare in chiave pastorale gli spazi della Parrocchia
Don Filippo. Ci proponiamo di ridare vigore al progetto comunità accogliente: come utilizzare gli spazi che abbiamo in parrocchia secondo i criteri che ci siamo dati [lo stile della bellezza, della corresponsabilità e la cura delle relazioni]? Al momento abbiamo diversi spazi dedicati ai giovani e alla carità, mentre mancano spazi per l’accoglienza delle famiglie. Al fine di utilizzare al meglio i locali a disposizione, inclusi quelli ristrutturati, si pensava di andare a far visita ad altre parrocchie che hanno già ripensato i propri locali.
Don Francesco. La proposta è quella di fare un’uscita domenica 10 novembre nel pomeriggio per visitare 2 realtà parrocchiali (Marzocca e Portone). Può essere stimolante confrontarci con altre comunità che hanno già riflettuto e progettato.
Andrea G. Non dovrebbero mancare spazi per un laboratorio di teatro.
Luciana P. Sarebbe bello destinare un locale alla musica che sarebbe molto attraente per i giovani.
David. È molto importante pensare uno spazio accogliente per le famiglie, pensando anche alla possibilità di periodi di convivenza tra diverse famiglie.
Valentina. Sottolinea che alcuni spazi possono essere usati da diverse persone. Infatti alcune realtà hanno in modo stabile bisogno di locali come gli scout e l’oratorio; per il resto ci possono essere spazi condivisi, non proprio dedicati, che possono essere utilizzati da tutti in occasioni diverse.
Manuela. È necessario pensare nell’ottica comunitaria i luoghi che sono a servizio della comunità, inclusi i nuovi spazi; il salone (ex-cinema) rimarrà una ampia sala che sarà comunicante con il retro, il vecchio palco che sarà riconvertito e che sarà di due piani: sotto una cucina più funzionale e ampia. Abbiamo tanti spazi alcuni abbandonati, alcuni sottoutilizzati… sicuramente è necessario riqualificarli, ripensarli in un’ottica comunitaria… rimettendo in gioco anche la sala studio ad esempio.
Don Francesco. Precisa che la ristrutturazione del retropalco è parte del secondo stralcio dei lavori anni 2025/26. La zona del palco sarà ristrutturata su 2 piani; in quello superiore ci sarà una stanza grande quanto l’attuale palco che si raggiungerà attraverso una scala. Al piano terra si prevede vicino al salone una nuova cucina più funzionale di quella attuale, dei servizi igienici e un locale conviviale più piccolo in cui potranno fermarsi a mangiare gruppi poco numerosi.
Il segretario verbalizzante Aldina Cesarini.
